Anigozanthus v. 14

Vaso

Vaso

Altezza

Altezza

Ambiente

Ambiente

Acqua

Acqua

Luce

Luce

Ø 18cm 40cm Esterno ●●●●○ ●●●●●

 

Categoria: Product ID: 1770

Descrizione

Il curioso nome comune di questa pianta, Zampa di canguro, ne denuncia chiaramente l’origine: le 11 specie esistenti in natura di anigozanthos sono tutte originarie dell’Australia.

Si tratta di erbacee perenni, con un apparato radicale rizomatoso, spesso carnoso e ben formato; in primavera producono lunghi cespi di foglie sottili, ampi, ed alti fino a 100-120 cm, talvolta il fogliame è ricoperto da una sottile peluria.

Durante i mesi primaverili e fino all’autunno tra le foglie delle zampe di canguro si ergono sottili fusti scuri, che portano all’estremità dei lunghi boccioli di fiori tubolari, riuniti in racemi laschi; il bocciolo è completamente ricoperto da una peluria sottile, vivacemente colorata, che da al fiore un aspetto vellutato e inoltre da anche colore al fiore stesso, che altrimenti risulterebbe semplicemente verde chiaro o giallastro. A seconda della specie può capitare che gli anigozanthos vadano in riposo vegetativo in periodi particolarmente caldi e siccitosi, smettendo completamente di fiorire; all’arrivo del fresco a fine estate ricominceranno a fiorire fino a fine autunno. In inverno perdono quasi completamente la parte aerea, e il rizoma ricomincerà a germogliare la primavera successiva.

In genere gli anigozanthos non sono piante longeve, continuano a vegetare bene solo per alcuni anni, e poi tendono a disseccare, soprattutto se coltivati in vaso; un ottimo modo per rinvigorire le vecchie piante consiste nel dividere periodicamente i cespi di rizomi. Si procede in autunno, quando la parte aerea è già quasi completamente disseccata; si estirpano i cespi dal terreno e li si divide in alcune porzioni, mantenendo un poco di apparato radicale per ogni porzione praticata. Le porzioni così ottenute vanno subito poste a dimora come nuove piante; praticando la divisione ogni 2-3 anni si prolunga all’infinito la vita di esemplari sani e rigogliosi di anigozanthos.

Nonostante le origini decisamente esotiche, gli anigozanthos possono venire tranquillamente coltivati in giardino, in piena terra o in vaso, anche in Italia.

Necessitano di essere posti a dimora in un buon terreno fertile, abbastanza soffice e ben lavorato, ma soprattutto molto ben drenato, in modo che l’apparato radicale sia ben aerato e che l’acqua delle annaffiature defluisca senza creare ristagni di alcun tipo.

Sicuramente le zampe di canguro sono piante da posizionare al sole, come fossero delle piante mediterranee; scegliamo quindi una zona ben luminosa e soleggiata: l’ombra causa scarsa fioritura e favorisce una alta umidità che può causare dannosi marciumi.

Le piante sopportano molto bene la siccità, anche se severa e prolungata; solo che per contrastare la carenza di acqua la pianta entra in semi riposo vegetativo, e smette di fiorire, perdendo la gran parte del suo fascino.

Quindi in primavera annaffiamo con regolarità, attendendo sempre che il substrato di coltivazione sia ben asciutto prima di fornire nuovamente acqua. Se la pianta ben irrigata all’arrivo del caldo smette di fiorire diradiamo le annaffiature, o sospendiamole addirittura, riprendendole all’arrivo del fresco di fine agosto.

In effetti la maggior parte delle specie botaniche sono piante a riposo vegetativo estivo ed invernale; però in vivaio difficilmente troveremo esemplari appartenenti a qualche specie botanica, è molto più probabile trovare qualche ibrido particolare; spesso gli ibridi continuano a fiorire fino a che trovano un clima propizio, con temperature minime sopra i 15-20°C, e un buon tasso di umidità; quindi necessitano di annaffiature regolari anche in estate.

All’arrivo del freddo in autunno tendono a disseccare completamente la parte aerea, quindi sospendiamo le annaffiature, o favoriremo i marciumi dei rizomi, molto dannosi, che possono portare alla morte dell’intera pianta.

Queste piante possono sopportare abbastanza bene il freddo, complice il fatto che durante l’inverno sono in completo riposo vegetativo; se temiamo che il gelo nella zona in cui viviamo sia eccessivo, pacciamiamo il terreno sotto cui riposano i rizomi, oppure coltiviamo un anigozanthos in vaso, e riponiamolo in serra fredda durante l’inverno.

Se il fogliame non è morto durante l’inverno, verso la primavera potiamo tutta la pianta a circa 8-10 cm dal terreno, per favorire lo sviluppo di nuovi germogli all’arrivo del clima tiepido.